‘U Mistèri

‘U Mistèri

Location: Convento di Santa Maria della Croce, Scicli

Curatori: Giusi Diana, Nunzio Massimo Nifosì, Giuseppe Frazzetto

‘U Mistèri’, che in dialetto siciliano significa ‘il mestiere’, è una serie scultorea che nasce nel 2003 per l’omonima mostra nella Vecchia Dogana di Catania. Ripresa in una nuova versione per il Convento della Croce a Scicli, l’opera allude già dal titolo alla sacralità intrisa di mistero del lavoro manuale, in particolare, quello del cavatore, ma anche dell’operaio di segagione dei banchi di pietra, di quello del laboratorio artigianale addetto ai tagli minuti, come alla politura e alla lucidatura delle superfici. Insomma tutta quella catena di mani e di uomini che con la pietra continuano ad avere un rapporto di simbiosi e di rispetto, mediata talvolta dalla presenza di nuove macchine da lavoro, sempre più incisive ed intrusive nella carne della Grande Natura Madre.

‘I fierri’ (cioè i ferri…) in siciliano sono gli strumenti, gli attrezzi, gli utensili in genere per adoperarsi nel lavoro; nel mestiere. Questi ‘fierri’ – non solo di ferro fatti, ma anche di legno – sono la trasposizione fantastica degli attrezzi per il lavoro della pietra: armi primordiali – macchine quasi – ad uso del taglio, della martellatura, dello squartamento della pietra pece ricca di olio (così come il rampone e la lama catturano, muovono e tagliano la balena!). In realtà questi oggetti, pur nella loro mole – coltelli di qualche metro; mazze smisurate…- fanno impressione solo apparentemente, perché improbabili da manovrare e deboli nelle loro lame di latta (pupi quasi, che impressionano solo se ci piace credere… e spero ancora ci piaccia!..). Questi ‘fierri’ si aggiungono al lavoro ‘U Mistèri (il mestiere) delle sculture in pietra pece e dei sudari (lenzuoli trattati al bitume), come i simboli di una passione, ri-memorandosi bambini di oggetti d’uso adulto.

pietra pece, lenzuoli, bitume, legno, latta

2016

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